ARERA ha pubblicato il documento nel quale ha formulato le proprie considerazioni e proposte in ordine al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), approvato nel corso della riunione del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio scorso e ora all'esame, in sede consultiva, del Parlamento alle Commissioni 10a Industria, commercio, turismo, 5a Bilancio e 14a Politiche dell'Unione europea del Senato della Repubblica. Il citato PNRR descrive gli obiettivi strategici e le linee di intervento che l'Italia intende adottare ai fini dell'utilizzo delle risorse messe a disposizione nell'ambito del programma Next Generation EU, che garantirà al nostro Paese risorse aggiuntive per circa 224 miliardi di euro (nell'arco di sei anni), con l'obiettivo di favorire la ripresa e di limitare i negativi effetti economici e sociali determinatisi a seguito dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. La presente memoria si concentrerà sui temi maggiormente afferenti alle competenze di questa Autorità, che fanno riferimento ad alcune delle componenti della Missione 2, denominata "Rivoluzione verde e transizione ecologica", che riguarda i grandi temi dell'economia circolare e della transizione energetica, in funzione degli obiettivi del Green Deal (riduzione delle emissioni climalteranti del 55% al 2030 e raggiungimento della neutralità climatica al 2030). Si fa riferimento, in particolare, alla componente "Impresa/Agricoltura verde ed economia circolare", quella indicata come "Energia rinnovabile, idrogeno e mobilità sostenibile", e infine a quella definita "Tutela del territorio e risorsa idrica". https://www.arera.it/it/docs/21/086-21.htm
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Con delibera 21 dicembre 2017, 897/2017/R/idr, e il relativo Allegato TIBSI, l'Autorità, nel definire una prima disciplina del bonus sociale idrico (poi integrata, con riferimento all'annualità 2020, dalla delibera 3/2020/R/idr, che ha esteso la possibilità di accedere al meccanismo di compensazione della spesa sostenuta per la fornitura idrica anche ai titolari di Reddito/Pensione di cittadinanza, commisurando il bonus non solo alla tariffa agevolata di acquedotto, ma anche alla tariffa di fognatura e depurazione) ha, tra l'altro, previsto obblighi informativi in capo ai soggetti coinvolti nel meccanismo di agevolazione e le modalità di comunicazione dei dati. In particolare, si rammenta che ai sensi dell'articolo 12 del TIBSI, i gestori del servizio idrico integrato sono tenuti a comunicare all'Autorità e al pertinente Ente di governo dell'ambito i dati e le informazioni relativi al bonus sociale idrico e al bonus idrico integrativo, entro il 31 marzo di ogni anno. Al fine di riscontrare gli obblighi informativi e di comunicazione dei dati relativi all'annualità 2020, tutti i gestori (che fatturano) devono trasmettere all'Autorità e al pertinente Ente di governo: le informazioni di sintesi di cui ai commi 12.3 e 12.4 del TIBSI (disaggregate per ATO) nel formato e secondo lo schema Arera; una nota illustrativa, prevista dal comma 12.5 del TIBSI, contenente la descrizione della tipologia di agevolazione riconosciuta su base locale, qualora prevista, a favore degli utenti in condizioni di vulnerabilità economica. Le informazioni dovranno essere inviate entro il 31 marzo 2021 via posta elettronica con messaggio avente ad oggetto "Bonus sociale idrico e Bonus idrico integrativo - Comunicazione dati anno 2020" all'indirizzo pec Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e, in copia, all'indirizzo email serviziQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.. L'attività di verifica richiesta agli Enti di governo dell'ambito (ai fini della relazione di validazione dei dati da inviare alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali, ai sensi del comma 11.3 ter del TIBSI) è volta a garantire che i dati comunicati dai gestori ai sensi del richiamato articolo 12 del TIBSI, in particolare quelli relativi alla tariffa agevolata e alle tariffe di fognatura e depurazione applicate, nonchè ai relativi volumi fatturati (secondo quanto previsto dal comma 10.1 del TIBSI, il gestore, a far data dal 1° gennaio 2020, è tenuto a dichiarare a CSEA i volumi fatturati all'utenza per il servizio di acquedotto, fognatura e depurazione ai fini del versamento dell'ammontare derivante dall'applicazione della componente perequativa UI3), risultino coerenti e congrui con i dati comunque acquisiti dai medesimi Enti di governo per altre finalità. https://www.arera.it/it/comunicati/21/210305idr.htm
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La qualità del servizio idrico integrato viene costantemente misurata dal 2015, da quando ARERA (l'Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente), ha definito la regolazione per la Qualità contrattuale. Solo per gli aspetti "contrattuali" - come il numero di prestazioni erogate, i tempi per l'esecuzione delle prestazioni, l'avvio la gestione e la cessazione del rapporto contrattuale con gli utenti - vengono costantemente monitorati 42 parametri per ogni gestore del servizio idrico in tutta Italia. La mole di dati che ne scaturisce era, fino ad oggi, interpretabile solo dagli addetti ai lavori. Da oggi, invece, ARERA pubblica sul proprio sito infografiche navigabili, che consentono a chiunque di confrontare la situazione del proprio comune di residenza con il resto del Paese o le specifiche caratteristiche del gestore di appartenenza. All'indirizzo https://www.arera.it/it/dati/QSII.htm si possono trovare due diverse schermate. Nella vista intitolata "Gli obblighi di qualità del servizio all'utenza" è possibile visualizzare e raffrontare i livelli delle prestazioni da 248 gestori che erogano il servizio idrico a 48,3 milioni di abitanti residenti (circa l'80% della popolazione residente in Italia). I dati sono interrogabili selezionando per regione, comune, gestione o classe di performance e i colori aiutano ad avere una percezione immediata di quali siano le zone in ritardo nel servizio o nell'invio di dati all'Autorità. https://www.arera.it/it/dati/QSII.htm#prima Nella seconda schermata "Quant'è di qualità il servizio idrico del tuo gestore?" si possono approfondire le performance di qualità contrattuale offerte dai gestori ai propri utenti. In questo caso i dati riguardano un panel di 327 gestioni al servizio di circa 50,5 milioni di abitanti (84% della popolazione residente italiana). Anche questi dati sono interrogabili interattivamente selezionando per comune o per gestione. https://www.arera.it/it/dati/QSII.htm#seconda Le pagine del sito contribuiscono alla trasparenza delle informazioni verso i consumatori e alla concreta possibilità di comparazione tra le gestioni virtuose e quelle in ritardo. "Il sito istituzionale dell'ARERA si arricchisce di un vero e proprio strumento di servizio per i consumatori, consentendo di paragonare le prestazioni" - afferma Andrea Guerrini, componente del collegio ARERA e presidente di Wareg, l'associazione europea dei regolatori idrici -"Siamo in linea con le migliori esperienze europee di sunshine 6 regulation, una regolazione alla luce del sole che, con la pubblicazione periodica degli indicatori, punta ad un esercizio essenziale di trasparenza e di incentivazione al miglioramento delle performance, con effetti reputazionali, positivi e negativi, sui gestori". Le slide presentate al webinar: Verso una regolazione trasparente nel settore idrico Andrea Guerrini - componente Collegio ARERA e presidente Wareg La qualità contrattuale e tecnica dei sistemi idrici in Italia Lorenzo Bardelli - Direttore Divisione Ambiente ARERA La qualità contrattuale del servizio idrico nei territori Donato Berardi - Direttore del Laboratorio di REF Ricerche https://www.arera.it/it/dati/QSII.htm
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Nasce la nuova newsletter di Wareg
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La regolamentazione del settore idrico in Europa comprende una serie di quadri istituzionali e condizioni di mercato che differiscono da paese a paese. Nell'Unione Europea (UE) c'è stata una significativa evoluzione verso la razionalizzazione del settore e l'armonizzazione di pratiche e principi. Ciò si è sviluppato attraverso l'istituzione di un quadro generale per l'azione comunitaria nel campo della politica dell'acqua e affrontando la sostenibilità dei servizi idrici e il principio del recupero dei costi della sua fornitura. Questo quadro si basa principalmente sull'istituzione della direttiva quadro sulle acque (direttiva 2000/60 / CE) che stabilisce gli standard necessari per proteggere le risorse idriche e promuovere il loro impiego efficiente. Nonostante questa tendenza all'armonizzazione, esiste ancora una sostanziale diversità nei quadri nazionali e le autorità nazionali di regolamentazione del settore idrico hanno individuato la necessità di uno sforzo congiunto per affrontare le sfide comuni per la sostenibilità di questi servizi in Europa. WAREG (European Water Regulators) è stato creato nell'aprile 2014 da un gruppo iniziale di 12 regolatori dei servizi di approvvigionamento idrico e fognario in Europa. WAREG è composto da 25 autorità di regolamentazione con status di membro e 4 autorità di regolamentazione con status di osservatore.
Sono stati individuati alcuni obiettivi comuni, tra cui:
- scambiare pratiche comuni, informazioni, analisi congiunte e confronti dei modelli normativi esistenti del settore idrico e delle prestazioni dei servizi idrici;
- organizzare formazione specialistica, assistenza tecnica e scambio di know-how ed esperienze;
- promuovere le migliori pratiche e una regolamentazione stabile del settore idrico a livello europeo per i servizi idrici e delle acque reflue;
- promuovere attività di cooperazione volte ad analizzare la sostenibilità dei servizi, adeguati investimenti in infrastrutture, adeguati standard di qualità del servizio e tutela dei consumatori;
- condurre un dialogo aperto con altre pertinenti organizzazioni regionali e internazionali e istituzioni nazionali con particolare attenzione alle questioni europee nel campo dei servizi idrici.
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Per favorire la transizione verso un modello di economia circolare nell’utilizzo delle risorse idriche, la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile (FoSS) e l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile (ENEA) hanno avviato un gruppo di lavoro la cui prima azione pubblica è avvenuta in occasione del webinar del 16 marzo 2021 “Il ciclo dell’acqua e l’economia circolare”, nel corso del quale è stato presentato l’omonimo Dossier, a cui hanno contribuito anche l’Università di Roma “La Sapienza”, l’Università di Bologna e il Gruppo 183, che suggerisce un approccio “circolare” all’intera filiera idrica, mirato al recupero sostenibile delle risorse materiali ed energetiche contenute nelle acque reflue. Sotto l’impulso dei più recenti rapporti della Commissione UE e delle principali organizzazioni internazionali, che sottolineano la necessità di sviluppare adeguate misure finalizzate ad agevolare la transizione dal modello di economia lineare verso un modello di economia circolare in grado di valorizzare un uso efficiente delle risorse, il Gruppo di lavoro mette al centro delle sue attività la gestione della risorsa più preziosa, indispensabile per la vita e per tutte le attività dell’uomo, l’acqua. La scarsità d’acqua, infatti, costituisce già oggi un problema grave per alcuni Stati dell’UE. Secondo la Commissione Europea, almeno l’11% della popolazione europea e il 17% del suo territorio sono stati colpiti da scarsità d’acqua, situazione destinata ad aggravarsi a seguito dei cambiamenti climatici. Per favorire, quindi, l’utilizzo di fonti alternative di acqua, di recente il Parlamento Europeo ha approvato il nuovo Regolamento sul riutilizzo delle acque reflue. Nei tre anni previsti per la sua effettiva entrata in vigore dovranno essere risolti importanti nodi strategici che interesseranno l’intera filiera idrica. Il Gruppo di lavoro, ideato come un gruppo aperto all’adesione di nuovi componenti, si focalizza sui seguenti principali temi di interesse e attività: – favorire lo sviluppo e la diffusione delle conoscenze in merito al riutilizzo di acque reflue depurate e di fanghi di depurazione; – sviluppare studi, programmi e linee guida che possano consentire alle pubbliche 4 amministrazioni di avviare le azioni necessarie; – favorire l’adeguamento della pianificazione regionale a quanto stabilito dal Regolamento. In particolare, il riutilizzo delle acque reflue in agricoltura, cioè il settore che in Italia utilizza attualmente il 51% delle risorse idriche prelevate, rappresenta una delle maggiori sfide. Ai fini del riutilizzo delle acque reflue, l’attenzione deve essere posta: – alla prevenzione dell’inquinamento alla fonte attraverso il divieto o il controllo puntuale nell’uso di alcune sostanze contaminanti; – alla raccolta e trattamento delle acque reflue in modo efficace e diffuso; – all’affinamento dei reflui e la loro distribuzione per farne una fonte alternativa di acqua, sicura ed economica, sia per l’irrigazione che per le industrie e per l’ambiente; – alla possibilità di recuperare energia e materiali presenti nelle acque reflue urbane, quali nutrienti come il fosforo e prodotti chimici come biopolimeri o cellulosa, riutilizzabili nell’industria o nell’agricoltura. I due interventi introduttivi del webinar, sia quello di Edo Ronchi, Presidente della FoSS che quello di Roberto Morabito, Direttore del Dipartimento di Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali di Enea e tra i curatori del Dossier, hanno evidenziato come la necessità nel nostro Paese di una gestione circolare della risorsa idrica sia prioritario, poiché l’Italia è particolarmente esposta al riscaldamento globale e alle siccità prolungate. Si stima, infatti, che per ogni grado di temperatura in più, la risorsa idrica sia colpita del 20%. Esaminando più da vicino il contesto attuale economico, sarebbe auspicabile prevedere nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, (PNRR), e quindi nell’utilizzo del Recovery and Resilience Facility (RRF), una disponibilità in più per degli interventi di gestione circolare della risorsa idrica, anche tramite lo sviluppo di soluzioni innovative e tecnologie. L’intervento del componente il gruppo di lavoro Fabio Trezzini (Gruppo 183, Ong che deve il suo nome alla legge di riforma ambientale e istituzionale per la difesa del suolo e la tutela delle acque (n.183/89), assunta come riferimento della propria azione di proposta e di intervento) ha illustrato l’importanza della Pianificazione nazionale, distrettuale e regionale per un’economia circolare dell’acqua, sottolineando come non si debba trascurare la componente economica e quella di gestione del rischio nella programmazione di misure che mirano a conseguire obiettivi di qualità dell’acqua. Il Gruppo di lavoro fa sapere che per la partecipazione alle prossime attività è possibile far pervenire la propria candidatura, scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Ciclo dell’acqua e economia circolare: avviata l’attività del Gruppo di lavoro (regionieambiente.it)
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Con delibera n. 38 del 9 febbraio 2021, l'Autorità irroga una sanzione amministrativa pecuniaria nei confronti del Comune di Paola nella misura complessiva di euro 105.100.
https://www.arera.it/it/docs/
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È stato pubblicato in questi giorni sul sito web http://servizi-idrici.it/ la seconda edizione de L’impatto della regolazione tariffaria sui risultati economico finanziari dei gestori del servizio idrico (2007-2018). Una prospettiva decennale. Sono passati più di due anni (luglio 2018) dalla pubblicazione de “L’impatto della regolazione tariffaria sui risultati economico finanziari dei gestori del servizio idrico” (Canitano & Peruzzi, 2018) e in questa edizione siamo in grado di fornire una serie temporale che va dal 2007 fino al 2018, due anni in più. Lo scopo della ricerca è sempre lo stesso, quello di “un’analisi dei cambiamenti che sono intervenuti nella regolazione economica del servizio idrico, leggendoli alla luce dei bilanci di un gruppo di cinquanta società di gestione. Cosa emerge dall’analisi dei bilanci di questi 50 società? La crescita degli investimenti per abitante nel campione sembra essersi arrestata. Ancora oggi, dopo la riforma dei servizi idrici e dopo una nuova regolazione tariffaria affidata ad ARERA, ovvero dopo più di trenta anni, il Paese non è riuscito a raggiungere il livello di investimenti nel servizio idrico del 1985. I rendimenti sul capitale investito sono cresciuti. Le società, con l’MTI, hanno visto crescere la propria redditività che ne ha aumentato a tal punto i flussi di cassa in entrata, da consentire loro di realizzare un volume superiore di investimenti, distribuire consistenti dividendi e nello stesso tempo aumentare la propria capitalizzazione, non sfruttando coì tutto il proprio potenziale. Questo potrebbe far pensare che, almeno per quanto riguarda il potenziale finanziario offerto dal regolatore italiano con lo MTI, le società avrebbero potuto realizzare un volume superiore di investimenti rispetto a quello fin qui conseguito. Il costo del debito rimane costante nonostante la diminuzione degli interessi sul mercato. Alcune imprese sono più integrate verticalmente, altre esternalizzano maggiormente. Le società hanno ridotto il tempo di dilazione verso clienti, ottenendo così la riduzione del capitale circolante rispetto a quello remunerato dal MTI. Questi ed altri ancora sono i temi che si possono analizzare attraverso la lettura dei bilanci. Ad accompagnare questa seconda edizione della ricerca viene pubblicato anche il database dei 600 bilanci che può essere interrogato, in modo interattivo, rispetto alle diverse stratificazioni (dimensione, forma di gestione, localizzazione territoriale) che caratterizzano il campione. La ricerca, realizzata da Paolo Peruzzi e pubblicata da Confservizi Cispel Toscana, è possibile trovarla su : http://servizi-idrici.it/.
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Il 22 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’acqua (World Water Day), ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 prevista all'interno delle direttive dell'Agenda 21, risultato della conferenza di Rio. Il tema di quest'anno è il legame tra acqua e cambiamenti climatici. L'obiettivo della giornata è sensibilizzare Istituzioni mondiali e opinione pubblica sull'importanza di ridurre lo spreco di acqua e di assumere comportamenti volti a contrastare il cambiamento climatico.
https://www.worldwaterday.org/
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Con Comunicato del 24 febbraio 2021, l'Autorità ha accolto le motivate richieste pervenute dagli operatori: il termine previsto al punto 3 della Determinazione n. 11/DACU/2020 recante "Disposizioni per la gestione del periodo di transizione dall'attuale sistema al nuovo sistema di riconoscimento automatico dei bonus sociali per disagio economico" è eccezionalmente differito al 31 marzo 2021. Pertanto:
- le imprese di distribuzione di energia elettrica e di gas naturale e i gestori del servizio idrico integrato potranno restituire al sistema SGAte gli esiti relativi alle domande presentate nel corso dell'anno 2020 fino al 31 marzo 2021 incluso;
- le imprese di distribuzione di energia elettrica e di gas naturale e i gestori del servizio idrico integrato potranno rettificare gli esiti relativi alle domande analizzate nel corso dell'anno 2020 fino al 31 marzo 2021 incluso.
https://www.arera.it/it/
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La presenza di virus patogeni umani nel ciclo idrico integrato desta molte preoccupazioni relative agli impatti sulla salute umana. Le misure di emergenza e contenimento adottate durante la pandemia provocata dal SARS-CoV-2, oltre a ripercussioni sul tessuto economico, sociale ed ambientale hanno comportato conseguenze sulle modalità di consumo della risorsa “acqua” evidenziandone l’importanza di una gestione razionale. Il presente lavoro ha lo scopo di fornire un quadro il più possibile aggiornato relativo alle attuali conoscenze sulla presenza e persistenza del SARS-CoV-2 nelle acque reflue, nei fanghi di depurazione nonché nei corpi idrici e le possibili implicazioni per i servizi idrici in termini di trasmissione fecale. Vengono discussi gli impatti in termini di consumi di acqua e qualità degli scarichi prodotti e infine, delineata una “roadmap” per una corretta gestione del servizio idrico integrato durante le pandemie, che riguarda la sicurezza dell’approvvigionamento delle acque potabili, la gestione delle acque reflue e dei fanghi nonché le potenzialità dell’epidemiologia basata sulle acque reflue quale strumento di monitoraggio e di rapido allarme al fine di individuare focolai di malattie infettive.
https://www.
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Sono oltre 800 i ragazzi e le ragazze coinvolte dalle lezioni sincrone della Scuola dell’Acqua n°7, destinate a proseguire sino a fine febbraio 2021: ed è solo una piccola parte del progetto-didattico di EmiliAmbiente, che in questo “strano” anno scolastico è stato articolato in diversi momenti e modalità, in modo da potersi adeguare con la necessaria flessibilità all’evoluzione della pandemia e alle misure di sicurezza obbligatorie nelle scuole. Le lezioni sincrone, sono incontri guidati dagli educatori di EmiliAmbiente – con tante domande, prove pratiche e giochi per non annoiarsi – e si tengono sulle piattaforme utilizzate dalle Scuole per la Didattica a Distanza, sia che la classe si trovi fisicamente a scuola (con collegamento dell’educatore tramite LIM) sia che stia lavorando in modalità DaD. “Dalla falda al rubinetto… e ritorno!”, “Acqua: la Conosci Davvero?” e “Acqua Bene Comune: cosa, come, perché” e “Sviluppo sostenibile: dal contesto globale a quello locale” sono alcuni dei temi proposti, differenziati per contenuti, stile di comunicazione e livello di approfondimento in modo da adeguarsi alle necessità dei ragazzi e le ragazze dai 6 ai 18 anni. Le iscrizioni alle lezioni si sono chiuse il 30 ottobre, ma sul sito www.emiliambiente.it/scuola-dellacqua/ gli insegnanti possono già fare richiesta di adesione alla seconda fase del progetto, che si svolgerà da marzo a maggio 2021: qui l’intenzione – ovviamente compatibilmente con l’evoluzione della pandemia – è affiancare alle lezioni sincrone anche la proposta di laboratori in presenza negli spazi esterni delle scuole, dove disponibili, oltre alle consuete visite agli impianti e alle aree naturali. https://www.emiliambiente.it/scuola-dellacqua/
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