Grazie all’Italia, nell’ambito del Programma Idrologico Internazionale (IHP), è stata creata nel 2017, sotto l‘egida dell’UNESCO la “Rete Globale dei Musei dell’Acqua”, che coinvolge ad oggi oltre 60 musei e centri di ricerca in varie parti del mondo. Come recita il comunicato stampa del Ministero degli Esteri del 2018 al momento del riconoscimento ufficiale da parte del Consiglio Intergovernativo dell’Unesco, a giugno dello stesso anno l’iniziativa, nata nel 2017 grazie alla collaborazione tra Università Ca’ Foscari, il Centro Civiltà dell’Acqua, l’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa di Venezia e la Rappresentanza Permanente d’Italia all’UNESCO, ha ricevuto l’adesione di numerosi Paesi interessati a sviluppare una “coscienza” dell’acqua per assicurare soprattutto alle giovani generazioni un futuro sostenibile, in linea con gli obiettivi della nuova Agenda di Sviluppo della Nazioni Unite. I Musei dell’Acqua rappresentano i luoghi in cui si valorizza la ricchezza e l’unicità dell’inestimabile patrimonio “idraulico” dei nostri Paesi, un patrimonio di cultura e 8 conoscenza che, nel caso italiano, si estende dall’epoca degli Etruschi, dei Romani, del Medio Evo e del Rinascimento fino ai giorni nostri. Un “sapere” che costituisce una risorsa formidabile per affrontare le sfide che nel settore idrologico e della gestione delle risorse idriche la comunità internazionale è chiamata oggi ad affrontare. I Musei Italiani Anche sul tema della “cultura dell’acqua”, l’Italia conferma la sua leadership nella conservazione e trasmissione del patrimonio, tanto materiale che immateriale, alle future generazioni. Centrale dell’acqua a Milano Museo dell’acqua di Siena Museo dell’Acqua di Asiago Museo dell’acqua a Lappago – Lappach Museo per le Acque del Gran Sasso Ecomuseo Martesana Museo delle Acque di Venezia Opificio della Grada di Bologna Vicus Caprarius a Roma Fonte: http://www.risorsa-acqua.it/mattoni/i-musei-dellacqua-network-water-museums/
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Con delibera n. 522 del 9 dicembre 2020, l'Autorità irroga una sanzione amministrativa pecuniaria nei confronti del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto (un Ente in tali difficoltà economiche da approvare nel 2018 un Piano pluriennale di riequilibrio finanziario), nella misura complessiva di euro 82.500 per violazione del punto 1 della deliberazione 577/2014/R/idr. La violazione riguarda la mancata applicazione della riduzione delle tariffe idriche del 10% (theta 0,9) dal 2012 al 2017. Il moltiplicatore tariffario pari a 0,9, è stato determinato dall'Autorità d'ufficio per inosservanza degli obblighi previsti in materia di trasmissione dati. L'Autorità inoltre, ordina al Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, di disporre la restituzione agli utenti del servizio idrico, entro 180 giorni, delle differenze tra le tariffe effettivamente applicate dal medesimo Comune per i consumi degli anni dal 2012 al 2017 e le tariffe determinate d’ufficio dall’Autorità con la deliberazione 577/2014/R/idr (riduzione del 10%). https://www.arera.it/it/docs/20/522-20.htm Si rimanda inoltre ad un approfondimento (del 2015 ma ancora attuale) sul delicato tema dei quasi 1500 comuni che sono stati oggetto di determinazione delle c.d. "tariffe d'ufficio": https://www.orientamentiamministrativi.it/2015/01/i-comuni-gestori-del-servizio-idrico-e.html
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La nuova Legge di Bilancio 2021 prevede un nuovo credito d'imposta del 50% (bonus acqua potabile). Il limite massimo di spesa è di 1.000 euro per le persone fisiche ed esercenti attività economica per ciascuna unità immobiliare e di 5.000 euro per ciascun immobile adibito all'attività commerciale o istituzionale. Pertanto, dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2022, c'è la possibilità di fruire di un credito d'imposta nella misura del 50% delle spese sostenute per l'acquisto e l'installazione di sistemi: - di filtraggio; - mineralizzazione; - raffreddamento; - addizione di anidride carbonica alimentare E 290; - per il miglioramento qualitativo delle acque destinate al consumo umano erogate da acquedotti. http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/18/DDLMESS/0/1188637/index.html?part=ddlmess_ddlmess1
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La deliberazione del 6 ottobre 2020 n. 358/2020/A ha determinato la misura dell'aliquota del contributo agli oneri di funzionamento dell'Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente dovuto dai soggetti operanti nei settori dell'energia elettrica, del gas e del servizio idrico integrato nell'ambito dell'attività di regolazione e controllo nei settori di propria competenza secondo quanto stabilito dalla legge del 14 novembre 1995, n. 481 e s.m.i. In base alla deliberazione dell'Autorità su citata n. 358/2020/A, il contributo per il funzionamento dell'Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente per l'anno 2020 è pari: per i soggetti operanti in Italia nei settori dell'energia elettrica e del gas allo 0,31 per mille dei ricavi relativi all'anno 2019 risultanti dall'ultimo bilancio approvato; per i soggetti operanti in Italia nel settore del servizio idrico integrato o di una o più attività che lo compongono, allo 0,27 per mille dei ricavi relativi all'anno 2019 risultanti dall'ultimo bilancio approvato ovvero rendiconto consuntivo per i gestori in forma diretta del SII. per i soggetti operanti in Italia nel settore dei rifiuti o di una o più attività che lo compongono allo 0,30 per mille dei ricavi relativi all'anno 2019 risultanti dall'ultimo bilancio approvato ovvero ricavi desumibili dal PEF per i gestori in forma diretta del servizio. Le attività del servizio integrato di gestione dei rifiuti sottoposte al versamento del contributo sono di seguito riportate: a. spazzamento e lavaggio delle strade; b. raccolta e trasporto dei rifiuti urbani; c. gestione tariffe e rapporti con gli utenti; d. trattamento e recupero dei rifiuti urbani; e. trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani; f. spedizione transfrontaliera. Il versamento del contributo non è dovuto per somme uguali o inferiori a 100,00 (cento/00) euro, calcolando tale soglia in modo distinto per ciascuno dei soggetti di cui ai precedenti punti. Il contributo 2020 deve essere versato entro il 15 dicembre 2020 https://www.arera.it/it/comunicati/20/contributo20.htm
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L'Autorità con il provvedimento n. 555/2020 avvia il procedimento per la determinazione d'ufficio delle tariffe in caso di mancata trasmissione dei dati e degli atti richiesti ai sensi della deliberazione 580/2019/R/idr. Infatti, il comma 5.8 della deliberazione 580/2019/R/IDR prevede che laddove ricorrano le seguenti casistiche: a) il gestore non fornisca, in tutto o in parte, i dati richiesti, nel formatoindicato dall’Autorità; b) il gestore non fornisca, in tutto o in parte, le fonti contabili obbligatorieche certificano gli elementi di costo e investimento indicati; c) il gestore non fornisca la modulistica richiesta, o la fornisca noncorredata dalla sottoscrizione del legale rappresentante; d) risulti che il gestore ha indicato elementi di costo o di investimentosuperiori a quelli indicati nelle fonti contabili obbligatorie; e in ogni caso laddove non si disponga degli atti, dei dati e delle informazioni necessarie alla determinazione tariffaria, la tariffa sia determinata d’ufficio ponendo il moltiplicatore tariffario teta pari a 0,9 finché perdurano tali casistiche. Nello stesso provvedimento Arera prevede inoltre di diffidare gli Enti di governo dell’ambito o gli altri soggetti competenti per i quali, nell’ambito dei procedimenti avviati con deliberazioni 307/2016/R/IDR e311/2018/R/IDR, si siano rinvenuti inadempimenti agli obblighi di predisposizione tariffaria relativamente a ciascuna annualità del periodo 2016-2019, previsti dalla deliberazione 664/2015/R/IDR, come integrata e modificata dalla deliberazione 918/2017/R/IDR. https://www.arera.it/it/docs/20/555-20.htm
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Arera ha pubblicato i dati relativi alla qualità contrattuale in attuazione di quanto previsto dall'articolo 77 dell'Allegato A della delibera 655/2015/R/idr - RQSII (come integrato e modificato dalla deliberazione 547/2019/R/idr). I dati, comunicati dai gestori del SII afferiscono a 28 standard specifici e 14 standard generali, riconducibili ai seguenti aspetti: Avvio e cessazione del rapporto contrattuale; Gestione del rapporto contrattuale; Fatturazione, gestione dei reclami e delle richieste scritte; Gestione degli sportelli e dei servizi telefonici. Le tabelle riportano: il riepilogo delle gestioni considerate e l'elenco degli standard di qualità contrattuale di riferimento (distinguendoli tra specifici e generali); relativamente a ciascuno standard, l'indicazione per singola gestione di: o numero di prestazioni eseguite entro lo standard; o numero di prestazioni eseguite fuori standard (specificandone le cause, ossia: cause di forza maggiore; cause imputabili all'utente finale o a terzi, cause imputabili al gestore); o presenza di eventuali standard migliorativi (rispetto a quelli fissati dalla regolazione) individuati dai competenti Enti di governo dell'ambito. Nel file relativo alla raccolta dati 2019 sono riportati anche i valori dei macro-indicatori di qualità contrattuale: MC1 - "Avvio e cessazione del rapporto contrattuale" (composto dagli indicatori semplici afferenti alle prestazioni relative ai preventivi, all'esecuzione di allacciamenti e lavori, all'attivazione e disattivazione della fornitura) MC2 - "Gestione del rapporto contrattuale e accessibilità del servizio" (composto dagli indicatori semplici afferenti alle prestazioni relative agli appuntamenti, alla fatturazione, alle verifiche dei misuratori e del livello di pressione, alle risposte a richieste scritte, nonché alla gestione dei punti di contatto con l'utenza) registrati da ciascuna gestione con riferimento all'anno 2018, necessari ai fini dell'applicazione del meccanismo incentivante di premi e penalità di cui al Titolo XIII del RQSII. Le gestioni sono state raggruppate per dimensione (ripartendole in Top, Grandi, Medie, Piccole), sulla base della popolazione residente nei comuni dichiarati in ATID (Anagrafica territoriale del servizio idrico integrato). anno 2017 anno 2018 anno 2019 https://www.arera.it/it/dati/RQSII.htm
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I soggetti che gestiscono il servizio idrico integrato ovvero il singolo servizio di distribuzione di acqua destinata al consumo umano in virtù di qualunque forma di titolo autorizzativo e con qualunque forma giuridica in un determinato territorio, ivi inclusi i Comuni che lo gestiscono in economia, iscritti nell’Anagrafica Operatori dell’Autorità e presenti nell’ATID, sono tenuti ad accreditarsi al SII secondo le modalità stabilite nel Regolamento di funzionamento del medesimo, a decorrere dall’1 gennaio 2021. L’accreditamento al SII, per i soggetti di cui al precedente punto 1.1, iscritti all’ATID alla data del 31 dicembre 2020, è ultimato entro il 30 aprile 2021. https://www.arera.it/it/docs/20/585-20.htm
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Sono state pubblicate sul sito Arera le prime approvazioni degli specifici schemi regolatori, recanti le predisposizioni tariffarie per il periodo 2020-2023: 1) Delibera 17 novembre 2020 n. 477/2020/R/idr: approvazione predisposizioni tariffarie per il periodo 2020-2023, proposti dall'Autorità d'Ambito n. 1 Verbano Cusio Ossola e Pianura Novarese per i gestori Acqua Novara VCO S.p.a. e Idrablu S.p.a. https://www.arera.it/it/docs/20/477-20.htm
2) Delibera 24 novembre 2020 n. 495/2020/R/idr: approvazione predisposizioni tariffarie per il periodo 2020-2023, proposto dall'Ufficio d'Ambito Provincia di Bergamo per il gestore Uniacque S.p.A. https://www.arera.it/it/docs/20/495-20.htm
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L’interconnessione di tutti gli acquedotti FVG, sfida al climate change Una rete di acquedotti interconnessi fra loro, per cui nel momento in cui uno di questi dovesse avere un problema di approvvigionamento idrico o distribuzione, immediatamente da un’altra rete scatterebbe il soccorso, minimizzando i disagi per i cittadini. E’ questo il traguardo che i 7 gestori del Friuli Venezia Giulia si sono impegnati a raggiungere ieri pomeriggio presso la sede udinese di Cafc. Un traguardo di grande importanza soprattutto alla luce dei mutamenti climatici, che rendono sempre più soggette a rischio le fonti di prelievo idrico e le distribuzioni. Un RTI fra i gestori per realizzare entro il 2021 il masterplan acquedotti I 7 gestori del servizio idrico integrato (AcegasApsAmga, Acquedotto del Carso, Acquedotto Poiana, CAFC, Hydrogea, Irisacqua e LTA) hanno compiuto il primo passo in questa direzione, ufficializzando l’accordo per mappare i fabbisogni di interconnessione e stilare l’elenco delle opere necessarie a collegare fra loro le reti, in un masterplan acquedotti del FVG, sviluppato nell’ambito del Piano Nazionale Acquedotti del Governo Italiano. Davanti al notaio, nella situation room Cafc, le aziende si sono costituite in un raggruppamento temporaneo di imprese (RTI), di cui sarà mandataria Cafc, che avrà il compito di realizzare il masterplan, attraverso una società di progettazione che verrà individuata tramite procedura di gara. La gara sarà espletata entro i primi mesi del 2021, dopodiché, entro la fine dell’anno, si procederà alla stesura vera e propria del masterplan. Cosa conterrà il masterplan: analisi territorio, opere, priorità e costi Il documento conterrà innanzitutto uno studio sull’evoluzione demografica e di sviluppo di ogni territorio interessato nel breve (2030), medio (2040) e lungo (2050) periodo e una ricognizione dei sistemi acquedottistici esistenti, comprensiva di analisi quantitativa e qualitativa delle risorse idriche esistenti. A seguire si procederà alla redazione di un vero e proprio piano di resilienza, in cui saranno specificate le opere di interconnessione necessarie a fronteggiare emergenze idriche dovute, ad esempio, a prolungate siccità, eventi alluvionali o dissesti idrogeologici. Ogni intervento avrà un livello di priorità, oltre che una stima di costo e sostenibilità finanziaria. Uno strumento di programmazione degli investimenti Il masterplan, una volta completato, diventerà dunque uno strumento di grande importanza nelle mani di Regione Friuli Venezia Giulia e dell’autorità d’ambito (AUSIR), per la programmazione e la pianificazione degli investimenti dei singoli gestori. Masterplan, naturale prosecuzione della stesura dei piani di sicurezza idropotabili Il masterplan rappresenta la naturale prosecuzione del lavoro congiunto (primo esempio in Italia) svolto dai 7 gestori acqua del FVG fra 2018 e 2020, con la redazione congiunta, sotto il coordinamento di Regione e Arpa, dei piani per la sicurezza idropotabile delle acque, i cosiddetti water safety plan (WSP). Attraverso i WSP ogni gestore ha mappato dettagliatamente tutti i possibili rischi a cui l’acqua gestita è potenzialmente soggetta lungo l’intero servizio acquedotto. Ad esempio, la carenza di disponibilità a causa di periodi prolungati di siccità, la contaminazione di sostanze inquinanti, anche nuove (ad esempio i PFAS o la DACT), l’eventualità di danneggiamenti a impianti o reti causati da guasti, eventi atmosferici o addirittura volontariamente da terzi. Da tale mappatura dei rischi dovranno poi discendere le modalità operative e gli interventi che potranno mitigare o eliminare ciascuno dei rischi individuati. Fra tali interventi si inseriscono a pieno titolo anche le interconnessioni oggetto del masterplan siglato oggi. https://www.acegasapsamga.it/chi_siamo/comunicazione_media/comunicati/pagina1001.html
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FIT4REUSE è un progetto internazionale fondato dal programma PRIMA e coordinato da Alma Mater Studiorum-Università di Bologna con l'obiettivo di fornire metodi di approvvigionamento idrico sicuri, sostenibili e accettati per il bacino del Mediterraneo sfruttando risorse idriche non convenzionali. Il consorzio è composto da 9 partner in 7 paesi mediterranei che lavorano insieme per raggiungere gli obiettivi del progetto. Water Reuse Days, uno degli eventi più importanti del progetto, mira a raggiungere il pubblico più ampio e portare le parti interessate in contatto con il progetto al fine di sviluppare ulteriormente i risultati del progetto e consentire la condivisione e la diffusione della conoscenza. Questa sessione, che fa parte di un più ampio evento Water Reuse Days, presenterà i risultati del coinvolgimento degli stakeholder, introdurrà la piattaforma multi-stakeholder, uno strumento costruito per creare una comunità attorno a risorse idriche non convenzionali, nonché lo stato di uno dei principali risultati del progetto: Water Reuse Risk Management Plan, il piano di gestione del rischio di riutilizzo dell'acqua. https://www.ecomondo.com/link/seminari-e-convegni/e16749144/1st-fit4reuse-water-reuse-daystakeholder-engagement-for-the-integrated-management-of-water-reuse-practices-and-risks.html
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L'Assemblea dei sindaci dell'ATI 9 Agrigento ha adottato all'unanimità il 29 dicembre l'aggiornamento del Piano d'Ambito. L'aggiornamento (ai sensi dell’art. 149 del D.lgs. 152/2006 e s.m.i.), che tiene conto delle disposizioni regolatorie previste da ARERA, Autorità di riferimento nazionale nel settore dei servizi idrici, è strutturato nelle seguenti parti: - Ricognizione dell’esistente; - Analisi della domanda attuale e futura del servizio idrico integrato; - Analisi della disponibilità attuale e futura della risorsa idrica; - Analisi delle criticità del sistema; - Piano degli interventi; - Modello organizzativo gestionale del gestore; - Piano Economico Finanziario ed ipotesi di nuova tariffa secondo il metodo MTI 3 di cui alla deliberazione ARERA n. 580/2019, come integrato dalla deliberazione n. 235 del 23/06/2020. Il Piano è riferito all'arco temporale di 30 anni (2021-2051) e tiene conto della gestione unitaria del servizio idrico sul territorio provinciale. Sintesi del PDA ATI9 Agrigento
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In data mercoledì 18 novembre si è tenuto un convegno incentrato sulla significativa tematica delle difficoltà riscontrate a livello di accoglimento delle esigenze dei cittadini da parte dei servizi idrici nelle regioni del Sud. Le risorse finanziarie disponibili nella strategia Next Generation EU (NG-EU) per migliorare l’efficienza dell’uso della risorsa acqua rappresentano un’occasione difficilmente ripetibile per ridurre il divario nell’erogazione dei servizi idrici fra le aree sviluppate (in maggior parte nel Centro-Nord) e quelle arretrate (in gran parte nel Meridione e nelle Isole). Il superamento di questo divario, che la stessa ARERA definisce “water service divide”, può rappresentare una grande occasione di sviluppo organizzativo e tecnologico per l’intero sistema, non solamente per il Meridione. I condivisibili obiettivi del Recovery Plan sono: 1. Sicurezza e resilienza dei sistemi di approvvigionamento idrico primario per gli usi civili, agricoli, industriali e ambientali, nel rispetto della qualità ambientale dei corpi idrici; non solamente sicurezza strutturale dei serbatoi di accumulo e delle condotte di alimentazione, ma ancora di più sicurezza sulla quantità e qualità delle risorse invasate, e interventi per rendere resilienti i sistemi di approvvigionamento negli scenari indotti dai cambiamenti climatici; l’introduzione di strumenti di controllo e di modelli previsionali climatici e di ottimizzazione gestionale consente di migliorare la gestione e di predire in anticipo le situazioni di carenza idrica, attivando per tempo le misure di adattamento e riducendo le conseguenze sugli utilizzatori delle risorse e sull’ambiente. 2. Riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione idrica e loro trasformazione in smart network, che consentano il controllo della loro efficienza in tempo reale e la possibilità per gli utenti di informazione aggiornata e tempestiva sul servizio offerto. Gli effetti di questi interventi sono il contenimento delle perdite fisiche e amministrative nelle reti di distribuzione entro gli standard europei (15-20 %), attraverso la distrettualizzazione delle reti, il controllo delle pressioni, la ricerca attiva delle perdite e la identificazione e sostituzione mirata delle tubazioni che vanno effettivamente cambiate. I benefici ambientali sono una conseguenza del minore impatto sulle risorse e una riduzione dei consumi energetici necessari per il funzionamento delle reti di distribuzione. Per raggiungere e mantenere un adeguato livello di efficienza delle reti è indispensabile installare sensori e apparecchiature di misurazione e controllo adeguati nelle reti e in definitiva la loro trasformazione in smart network. La disponibilità di misure e la capacità di elaborazione e analisi è la base necessaria per operare una manutenzione efficace e proattiva delle reti, attualmente quasi sempre caratterizzate da scarsa e inefficiente manutenzione reattiva. 3. Completamento e gestione delle reti fognarie con tecniche similari alle reti idriche, e realizzazione degli impianti di depurazione non solamente per superare le procedure di infrazione, ma anche per trasformarli in “fabbriche verdi”, con il recupero energetico e dei fanghi e la produzione di acqua utilizzabili dall’agricoltura e dall’industria e per fini ambientali. In questo contesto si deve inserire la programmazione del Commissario Nazionale della Depurazione, che riguarda tutti gli agglomerati in procedura di infrazione, localizzati in gran parte nelle regioni meridionali e insulari. 4. Va inoltre perseguito, quando possibile, il cofinanziamento degli interventi proposti tramite tariffe e/o altre risorse finanziarie, per incrementare l’effetto leva delle risorse NG-EU. https://www.associazionemerita.it/notizie/webinar-acqua-18novembre
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