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A breve sarà aperta la Raccolta dati "Qualità tecnica (RQTI) - monitoraggio" (RQTI 2020), con cui i soggetti interessati potranno, in particolare, provvedere alla trasmissione online dei dati richiesti nell'ambito del procedimento avviato, con deliberazione 46/2020/R/idr, volto allo svolgimento delle valutazioni quantitative previste dal meccanismo di incentivazione della qualità tecnica di cui alla deliberazione 917/2017/R/idr per gli anni 2018 e 2019.
Arera inoltre mette a disposizione la modulistica, che gli Enti di governo dell'ambito o gli altri soggetti competenti individuati con legge regionale, responsabili della predisposizione tariffaria, dovranno utilizzare per la trasmissione dei dati e delle informazioni in merito alla qualità tecnica del servizio idrico integrato con riferimento agli anni 2017, 2018 e 2019, ai sensi di quanto previsto dai commi 3.1 e 8.2 della richiamata deliberazione 917/2017/R/IDR, e secondo le modalità previste dall'articolo 30 dell'Allegato A alla medesima deliberazione (RQTI). Detta modulistica include:
 il file "RQTI_2020"   lo schema tipo di "Relazione di accompagnamento - Qualità tecnica"  il modello di Dichiarazione di veridicità dei dati e di ottemperanza agli obblighi di cui al d.lgs 31/2001 da redigere a cura del legale rappresentante del gestore.
Sulla base di quanto prospettato nel documento per la consultazione 187/2020/R/idr e alla luce delle osservazioni ricevute, il termine per la trasmissione dei dati per la valutazione degli obiettivi di qualità tecnica per gli anni 2018 e 2019, fissato al 17 giugno 2020[1] è ulteriormente differito al 17 luglio 2020.
 
https://www.arera.it/it/comunicati/20/200616idr.htm 

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Con la Determina n. 1/2020 Arera ha definito le procedure per la raccolta dei dati tecnici e tariffari, nonché degli schemi tipo per la relazione di accompagnamento al programma degli interventi e alla predisposizione tariffaria per il terzo periodo regolatorio 20202023, ai sensi delle deliberazioni 917/2017/R/idr, 580/2019/R/idr e 235/2020/R/idr. Entro il 31.07.2020 gli EGA dovranno trasmettere le proposte tariffarie ed i relativi documenti allegati, dei gestori presenti sul  proprio territorio.
 
https://www.arera.it/it/docs/20/001-20dsid.htm

 

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L'Autorità in seguito al documento di consultazione n. 187/2020, ha adottato un insieme di misure urgenti - comunque garantendo la stabilità del quadro di regole sviluppato negli anni - al fine di mitigare, con l'introduzione di alcuni elementi di flessibilità, gli effetti dell'emergenza da COVID-19 sull'equilibrio economico e finanziario delle gestioni del servizio idrico integrato e sulle condizioni di svolgimento delle prestazioni, garantendo la continuità dei servizi essenziali nonché creando le condizioni per il rilancio della spesa per investimenti. Vengono quindi modificate le deliberazioni: 580/2019 (MTI3), 655/2015 (RQSI), 917/2017 (RQTI), 218/2016 (TIMSI), 665/2017 (TICSI). https://www.arera.it/it/docs/20/235-20.htm

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Il Parlamento europeo ha approvato il Regolamento sul riutilizzo dell'acqua che definisce per la prima volta i requisiti minimi per il riutilizzo delle acque reflue urbane trattate in un impianto di depurazione, da utilizzare per scopi agricoli. L’obiettivo generale è contribuire a alleviare il problema della scarsità di risorse idriche in tutta l’Unione, nel contesto dell’adattamento ai cambiamenti climatici, soprattutto aumentando le pratiche di riutilizzo dell’acqua, in particolare per l’irrigazione agricola, laddove ciò sia pertinente e economicamente vantaggioso, garantendo nel contempo un elevato livello di sanità pubblica e di protezione dell’ambiente. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52018PC0337

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Pubblichiamo l'edizione di maggio della newsletter L'Hub.

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Durante la crisi dovuta al Covid-19 abbiamo visto una maggiore pressione sulla capacità dei servizi idrici di fornire acqua e servizi igienici. Rischi per il trattamento, se le utenze non sono in grado di recuperare i costi attraverso le tariffe o rischi per i rifornimenti a causa della carenza di carburante, per esempio. Lo scoppio della pandemia di Coronavirus ha colpito paesi di tutto il mondo. In questo scenario gli enti regolatori delle acque e delle acque reflue hanno fornito risposte immediate per proteggere i clienti e le imprese regolamentate, elaborando al contempo strategie con le amministrazioni locali e il settore privato per mantenere l'accesso all'acqua durante la crisi. Gli approcci, le sfide e i risultati differiscono, ma in tutti i casi gli esiti di questa crisi cambieranno il modo in cui regoleremo i servizi in futuro. Nell'IVA Online Panel rivedremo la risposta dei regolatori a questa emergenza ed esploreremo le potenziali conseguenze che tali risposte avranno nella maniera in cui regoleremo in futuro. Obiettivi Quali nuove sfide pone l'attuale crisi sanitaria nella regolazione dei servizi idrici, igienici e di trattamento delle acque reflue? Come reagiscono le autorità di regolazione a queste sfide e, in particolare, qual è stata l'articolazione tra attori (principalmente governo e agenzie)? In che modo la regolazione e le autorità di regolazione proteggono i servizi essenziali e i clienti? Esempi da Italia, Hong Kong, Brasile e Portogallo, con prospettive aggiuntive per l'Europa In che modo la crisi di oggi sta determinando il modo in cui il settore sarà regolato domani? https://iwa-network.org/learn/covid-19-a-regulators-response/

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La normativa emergenziale ha introdotto alcune novità anche in materia di normativa ambientale, che risultano tutt’ora confermate dal decreto n.34/2020 c.d. rilancio, pubblicato in gazzetta lo scorso 19 maggio. In particolare, risultano degne di nota, le novità in tema: di autorizzazioni ambientali all’esercizio degli impianti delle realtà imprenditoriali del settore produttivo; di adempimenti in materia di gestione di rifiuti; di deposito temporaneo di cui all’art. 183 comma 1 lett. bb del d.lgn.152/2006. Scorrendo la legge n.27/2020 che ha convertito con modifiche il decreto legge cosiddetto  “Cura Italia”, individuiamo la proroga fino a 90 giorni successivi alla cessazione dello stato di emergenza delle autorizzazioni A.U.A. (Autorizzazione Unica Ambientale) o A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) e di tutte le “autorizzazioni ambientali comunque denominate” in scadenza tra il 31 gennaio ed il 31 luglio 2020 (cfr. art. 103 comma 2 l.n.27/2020). Di conseguenza, essendo attualmente fissato per legge al 31 luglio 2020 il termine dello stato di emergenza, l’attività degli impianti ricadenti nella previsione normativa in commento potrà essere legittimamente esercitata (salvo ulteriori proroghe) ameno fino a fine ottobre 2020, anche senza il provvedimento di rinnovo dell’autorizzazione ambientale all’esercizio. Risultano inoltre ampliati i limiti quantitativi e/o temporali del deposito temporaneo di rifiuti di cui all’art. 183 comma 1 lett. bb) del d.lgs.n.152/2006. I produttori di rifiuti speciali potranno dunque tenere in deposito temporaneo fino a 60 metri cubi di rifiuti (di cui massimo 20 metri cubi di rifiuti pericolosi) oppure, indipendentemente dalla quantità, potranno mantenerli depositati fino ad un massimo di 18 mesi (in luogo dei 12 mesi previsti dalla normativa ordinaria), il tutto fermo il rispetto delle norme antincendio e dell’insieme delle altre indicazioni stabilite dall’art. 183 comma 1 lett. bb del d.lgs.n.152/2006 per la regolarità del deposito temporaneo presso il luogo di produzione e prima della raccolta per il trasporto presso un impianto di trattamento (cfr. art. 113- bis). La nuova normativa non specifica la durata di questo ampliamento contingente del deposito temporaneo. L’interpretazione coerente della disciplina emergenziale impone, ad avviso di chi scrive, di coordinare l’art. 113 bis sul deposito temporaneo con l’art. 103 comma 2 sulla proroga delle autorizzazioni ambientali. Dovremmo dunque ritenere che l’ampliamento del deposito temporaneo (qualitativo o quantitativo) sia consentito fino ai 90 giorni successivi alla cessazione dello stato di emergenza, dunque fino a fine ottobre 2020 salvo proroghe. Con l’art. 113 della legge in commento risulta inoltre confermato il rinvio al 30 giugno 2020 degli adempimenti ambientali in materia di: trasmissione del MUD annuale, versamento del diritto annuale di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali, comunicazione annuale dei dati relativi a pile e accumulatori, presentazione al Centro di Coordinamento della comunicazione dei RAEE trattati. Parallelamente agli interventi nazionali incidenti sull’intera disciplina delle autorizzazioni ambientali, vanno segnalati gli interventi regionali in materia di gestione dei rifiuti urbani e/o speciali. Tali interventi regionali consistono in ordinanze contingibili ed urgenti adottate ex art. 191 d.lgs.n.152/2006, che stabiliscono l’ampliamento della potenzialità di gestione degli impianti regionali di recupero e smaltimento rifiuti già autorizzati ed in esercizio che si dimostrino capaci di rispettare tutti i limiti di emissione ed i vincoli delle normative 9 antincendio vigenti. Altra novità da segnalare, questa introdotta dal decreto rilancio con l’intenzione (trattandosi di vera e propria modifica del d.lgs.n.152/2006) di mantenersi permanente anche post emergenza, è la soppressione del Comitato tecnico istruttorio previsto dall’art. 8 comma 3 del d.lgs.n.152/2006. Tale Comitato operava in supporto della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via-Vas, Commissione che, dal 19 maggio us (data di entrata in vigore del decreto n. 34/2020), non potrà più avvalersene. Testo aggiornato al 26 maggio 2020

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L'Autorità con il documento di consultazione n. 187/2020 illustra le principali misure regolatorie che intende adottare - comunque garantendo la stabilità del quadro di regole sviluppato negli anni - al fine di mitigare, con l'introduzione di alcuni elementi di flessibilità, gli effetti dell'emergenza da COVID-19 sull'equilibrio economico e finanziario delle gestioni del servizio idrico integrato e sulle condizioni di svolgimento delle prestazioni, garantendo la continuità dei servizi essenziali nonché creando le condizioni per il rilancio della spesa per investimenti. Nello specifico l’Autorità intende adottare modifiche, con riferimento a talune delle disposizioni regolatorie afferenti: • agli obiettivi dell’attività gestionale, come individuati in attuazione della regolazione della qualità contrattuale (RQSII) e tecnica (RQTI), della misura (TIMSII) e relativa alle determinazioni afferenti ai reflui industriali autorizzati allo scarico in pubblica fognatura (come richiamate nel TICSI); • agli strumenti applicabili per il conseguimento dei richiamati obiettivi, con particolare riferimento ai costi riconosciuti ai fini tariffari per il terzo periodo regolatorio (MTI-3). L’Autorità intende adottare il provvedimento finale entro la fine del mese di giugno 2020, procedendo contestualmente al differimento dei termini dei connessi adempimenti regolatori, in particolare prorogando alla seconda metà del mese di luglio: • il termine di cui al punto 2 della deliberazione 46/2020/R/IDR, previsto per la conclusione della raccolta dati finalizzata alla valutazione del raggiungimento degli obiettivi di qualità tecnica per gli anni 2018 e 2019 (termine già differito dal 17 aprile 2020 al 17 giugno 2020 con deliberazione 59/2020/R/IDR); • il termine di cui al comma 5.3 della deliberazione 580/2019/R/IDRentro il quale l’Ente di governo dell’ambito, o altro soggetto competente, è tenuto a trasmettereil pertinente schema regolatorio recante la predisposizione tariffaria del servizio idrico integrato per il terzo periodo regolatorio 2020-2023 in osservanza del MTI-3(termine originariamente fissato al 30 aprile 2020 e già prorogato al 30 giugno 2020 con deliberazione 59/2020/R/IDR). Termine invio osservazioni: 10 giugno 2020 https://www.arera.it/it/docs/20/187-20.htm

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Al termine del mese nel quale si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Acqua 2020, il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale è lieto di annunciare la pubblicazione di Aqua fons vitae. Orientations on Water, symbol of the cry of the poor and the cry of the Earth, radicato nel Magistero sociale dei Papi ed ispirato dal lavoro svolto da membri della Chiesa nazionale e locale in diversi Paesi. Il documento distingue tre aspetti o dimensioni relative all’acqua: 1) l’acqua per l’uso umano; 2) l’acqua come risorsa utilizzata in molte attività umane, in particolare l'agricoltura e l'industria; 3) l’acqua come superficie, cioè fiumi, falde acquifere sotterranee, laghi e soprattutto oceani e mari. Per ciascun aspetto, il testo presenta le relative sfide e proposte operative per accrescere la consapevolezza della questione e per l’impegno a livello locale. La parte finale del documento propone una riflessione su educazione e integrità. Aqua fons vitae è disponibile sul sito del Dicastero, al momento soltanto in lingua inglese. Il Dicastero annuncia, inoltre, che si sta definendo una strategia per affrontare la situazione relativa all’acqua, ai servizi e agli impianti igienici, all’igiene in senso lato (WASH, nell’acronimo inglese) nelle strutture sanitarie appartenenti alla Chiesa cattolica. Troppe strutture sanitarie in Paesi poveri e in via di sviluppo non hanno un adeguato accesso all’acqua per i più basilari bisogni di pulizia e igiene. Senza acqua pulita, lavelli, saponi, servizi igienici e procedure per l’igiene, miliardi di pazienti, personale di assistenza e famiglie sono messi a rischio, poiché mancano le fondamenta o le infrastrutture per cure dignitose, sicure, di qualità. Parti, interventi chirurgici, infezioni, epidemie: nulla di tutto ciò può essere gestito in modo sicuro senz’acqua; e la situazione risulta particolarmente allarmante in queste settimane segnate dalla pandemia dovuta al COVID-19. Ciononostante, migliaia di strutture sanitarie funzionano come possono senza quella salvaguardia dell’acqua che consente di pulire e di proteggere la vita. Alcuni leader a livello mondiale nel campo della salute, incluse le Nazioni Unite, hanno acquisito sempre maggiore consapevolezza della questione. Coalizioni di organismi governativi, organizzazioni private e di beneficenza stanno sviluppando piani di azione per affrontare questo problema nel modo più rapido ed efficiente possibile. Tradizionalmente, la Chiesa cattolica è stata pioniera ed estremamente impegnata nel campo della salute e dell’assistenza sanitaria in tutti i continenti. Il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale – dopo aver consultato Congregazioni religiose, Conferenze episcopali, Agenzie di sviluppo cattoliche e qualificati esperti – desidera incoraggiare e sostenere coloro che già partecipano attivamente a questa battaglia per salvare vite umane. Numerosi sistemi cattolici di assistenza sanitaria hanno avviato indagini per definire l’estensione e la complessità del problema, esaminando un campione di strutture sanitarie cattoliche. Il Dicastero, in collaborazione con alcuni partner, come Catholic Relief Services e Global Water 2020, ha deciso di incoraggiare questo sforzo e di contribuirvi, promuovendo – quando possibile – indagini aggiuntive in alcuni Paesi selezionati. I risultati di questo studio, così come i risultati di altre indagini condotte di recente da organizzazioni sanitarie cattoliche, verranno utilizzati come punto di partenza per piani di attuazione e fundraising al fine di supportare i piani operativi. http://www.humandevelopment.va/it/news/aqua-fons-vitae-online-il-documento-del-dicastero.html

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 Pubblichiamo la versione pdf della newsletter L'Hub edizione aprile 2020

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Con la Delibera 26 maggio 2020 n. 186/2020/R/idr, viene adeguato il quadro regolatorio di riferimento (di cui all'Allegato B della deliberazione 547/2019/R/idr), applicabile in materia di fatturazione di importi per consumi risalenti a più di due anni, alla nuova disposizione introdotta dall'articolo 1, comma 295, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160. Conseguentemente si procede a coordinare le previsioni in materia di reclami, avvio delle procedure di costituzione in mora e trasparenza dei documenti di fatturazione, di cui alla 6 RQSII, al REMSI e all'Allegato A alla deliberazione 586/2012/R/idr. https://www.arera.it/it/docs/20/186-20.htm

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Si è concluso l'iter co-legislativo del Regolamento sui requisiti minimi per il riuso delle acque
reflue in agricoltura, che consentirà di irrigare i campi in caso di siccità e ondate di calore, ma il
loro trattamento avanzato giocherà anche un ruolo di mitigazione dei cambiamenti climatici ,
fornendo biogas come fonte di energia rinnovabile.
Il Consiglio europeo ha approvato il 7 aprile 2020 la proposta di Regolamento sui
requisiti minimi per il riuso delle acque reflue in agricoltura, che la Commissione UE
aveva adottato nel 2018, dando seguito a Piano di azione sull’economia circolare che
aveva previsto una serie di misure tra cui, appunto, una proposta legislativa sulle
prescrizioni minime per il riuso delle acque reflue.
Obiettivo del Regolamento è di garantire la sicurezza delle acque trattate a fini irrigui
in agricoltura, onde assicurare un elevato livello di protezione dell’ambiente e della
salute umana e animale, promuovere l’economia circolare, favorire l’adattamento ai
cambiamenti climatici, e concorrere ad affrontare in modo coordinato in tutta l’Unione
il problema della scarsità idrica e le risultanti pressioni sulle risorse idriche,
contribuendo di conseguenza anche al buon funzionamento del mercato interno.

https://www.regionieambiente.it/riuso-acque-reflue/